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Soul Kitchen

Soul Kitchen, ristorante ricavato da un ex magazzino alla periferia di Amburgo, è gestito da Zinos un giovane greco squattrinato e un po’ rozzo appassionato di musica e senza particolari abilità in cucina. 

Soul Kitchen

Un geniale chef spagnolo di un rinomato ristorante, licenziato per questioni caratteriali e di disciplina, prima gli chiede lavoro e poi lo spinge a rivoluzionare il menù del Soul Kitchen.

I primi tentativi di raggiungere “l’anima” con un cibo più raffinato scontentano i clienti di sempre e non portano nuovi affari. Un gruppo musicale, non sapendo dove provare, chiede a Zinos di poter usare il ristorante. Alcuni fans che seguivano le prove assaggiano le nuove proposte e inizia la svolta. Soul Kitchen, grazie al giusto mix cibo per l’anima e musica (anche dal vivo), diviene uno dei locali più cool di Amburgo.

Zinos, malgrado il successo e la passione per il suo lavoro, decide di raggiungere la fidanzata trasferitasi a Shanghai e lascia il ristorante al fratello in libertà condizionata e amante del gioco. Entrambe le scelte producono effetti catastrofici.

Il protagonista si troverà ad affrontare situazioni grottesche che lo porteranno a toccare il fondo… Ma la sua bontà d’animo e la sua capacità di perdonare gli daranno un’altra possibilità per riprendere in mano il proprio destino e rimettere a posto le cose.

Un altro film in cui il buon cibo diviene veicolo per raccontare l’amore, il rapporto fraterno, l’amicizia, il destino umano. Ma non tutto è legato alla perfezione delle ricette. Anche l’atmosfera, l’energia del luogo e la musica giocano un ruolo di primissimo piano.

Il regista

Fatih Akin per scrivere questa commedia si è ispirato alla vita del suo migliore amico. “Ha gestito per dieci anni un ristorante. Il cibo era così così, ma si respirava una cultura particolare che attirava gli artisti e gli intellettuali del quartiere. Era come essere a casa…”.

Nato in Germania da genitori turchi, il regista Fatih Akin ha vinto nel 2004 l’Orso d’oro a Berlino con “La sposa turca” e il premio per la sceneggiatura a Cannes nel 2007 con “Ai confini del paradiso”. Ha diretto anche il documentario musicale "Crossing the Bridge: The Sound of Istanbul".

La colonna sonora

“La musica è il cibo dell'anima!” grida disperato Zinos all'ispettrice dell'Ufficio fiscale che gli pignora l’impianto stereo per non aver pagato le tasse.

Uno dei principali ingredienti di Soul Kitchen è la migliore tradizione soul. Dal funky di Kool & The Gang, al mitico Quincy Jones, a Mongo Santamaría a Sam Cooke e Ruth Brown.

Il regista ha voluto che anche durante le riprese tutti ascoltassero le canzoni della colonna sonora, in modo da creare l'atmosfera giusta.

“Mi piace usare le canzoni come commento, per inserire un secondo o terzo livello di lettura”.

Alcuni brani del film in streaming
 

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