Esegui ricerca
SearchEsegui ricerca

Utilizzo dell’E-commerce in Europa

Centro Studi di MM ONE Group ha analizzato l'e-commerce nei 28 Paesi UE e ha stilato una classifica sulla sua diffusione nel continente. L'Italia figura al quartultimo posto. Nonostante un volume di traffico che nel 2012 si è avvicinato ai 20 miliardi di euro, il valore del commercio elettronico italiano è pari alla metà di quello dell'Estonia e addirittura a un quinto di quello della Germania.

Utilizzo dell’E-commerce in Europa

Eppure l’e-commerce offre l'opportunità di scegliere fra più prodotti a prezzi più bassi e rappresenta un’occasione per le imprese di presentarsi sul mercato autonomamente, senza alcuna intermediazione.

Gli analisti hanno preso in considerazione, sulla base di dati Eurostat, indicatori che registrano i comportamenti di aziende e cittadini in Italia e all'Estero.

  • Per quel che riguarda le aziende, vengono considerate cinque variabili: la percentuale di imprese che ricevono ordini e che acquistano tramite reti informatiche, che offrono all’utenza la possibilità di acquistare online dal proprio sito web, che ricevono ordini da un sito web ed infine la percentuale di fatturato che deriva dalle vendite tramite lo strumento del commercio elettronico.
  • Per quanto riguarda la propensione all’utilizzo dell’e-commerce da parte dei cittadini, sono stati utilizzati come indicatori: l’utilizzo dell’internet banking, l’acquisto online di software per computer o per videogiochi e l’acquisto di viaggi, la percentuale della popolazione che ha fatto acquisti online nell’ultimo anno e il numero di privati cittadini che utilizzano la rete per vendere beni o servizi.

Combinando i 12 indicatori considerati è stata definita la classifica  che evidenzia una netta spaccatura fra Nord e Sud Europa: il primo avanzato nel commercio elettronico, il secondo ancora molto arretrato.

Ai primi posti per migliore e maggiore utilizzo del commercio elettronico si collocano la Danimarca, la Svezia, il Lussemburgo e la Gran Bretagna.

Agli ultimi posti si trovano invece Romania, Bulgaria, Grecia e, quartultima, l’Italia. Questi Paesi, assieme a Cipro e Lettonia, sono molto distanti dai primi della classifica e mostrano gap evidenti.

Attribuito al Paese che meglio sfrutta l’ecommerce (relativamente sia ai privati che alle aziende) un punteggio convenzionale pari a 100, l’Italia ottiene un punteggio di appena 14,2. Un distacco a dir poco significativo, se si considera il posizionamento di paesi simili al nostro, come ad esempio la Germania (67,8) o la Francia (52,6).

Le ragioni del ritardo italiano

Per capire la nostra situazione nazionale, è opportuno analizzare alcuni indicatori per confrontarli con le performance degli altri Paesi.

La quota di fatturato delle imprese derivata dalla vendita online, in Europa la media si attesta al 15%, mentre per l’Italia tale valore è appena del 6%. Per quel che riguarda la Repubblica Ceca, che per questo indicatore è il primo Paese a livello europeo, quasi un quarto del fatturato delle aziende proviene dalle vendite online. Il gap fra Italia e Repubblica Ceca è quindi di quasi venti punti percentuali.

Le medesime considerazioni possono essere fatte analizzando il numero di aziende che ricevono ordini online tramite reti informatiche: in Italia si tratta di appena il 6% delle imprese, quando a livello europeo la media si colloca attorno al 16% e il Paese con la performance migliore, la Danimarca, mostra percentuali che sfiorano il 30%.

Se per le vendite le aziende italiane sono ancora molto indietro rispetto ai propri competitor europei, per gli acquisti sembra esserci un po’ più di dinamismo. In particolare, il 35% delle imprese italiane fa acquisti online. Questo dato colloca l’Italia di poco al di sopra della media europea, ma ancora lontana dalla Danimarca che, ancora una volta, si dimostra il Paese più dinamico.

Le aziende possono vendere online anche direttamente dal proprio sito web, nel caso in cui dispongano di piattaforme dedicate agli ordinativi o al booking. Solo l’11% delle aziende italiane mette a disposizione questa opportunità di vendita, mentre per le aziende della Repubblica Ceca l'indicatore sale addirittura al 34%.

Sebbene l’11% delle aziende italiane diano la possibilità di fare ordinativi o prenotare online direttamente dal proprio sito web, appena il 5% di imprese riceve ordini tramite siti web. Cosa che invece sanno fare molto bene le aziende croate, che fanno registrare una percentuale del 25%, a fronte di una media europea del 13%.

Fonte: MM ONE Group

Image

Enrico Forzato © 2015 | P IVA 11924160150 Via Nuova, 72 - 45020 Villanova del Ghebbo (RO)  

Contatti | Privacy e cookies policy