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Google’s top search Ranking factors of 2016

Searchmetrics ha pubblicato il suo studio annuale sui fattori di ranking che maggiormente aiutano a guadagnare visibilità nei risultati proposti da Google. 

Google’s top search Ranking factors of 2016

La domanda da porsi è: “Quali fattori contraddistinguono i siti al top dei risultati di Google, rispetto a quelli che non riescono a scalare le prime posizioni?”

Evoluzione dei fattori di ranking

Non è più sufficiente presidiare gli argomenti di interesse del target con contenuti che contengano determinate parole chiave, la sfida futura è soddisfare anche la “search intention”.

Il periodo dei fattori di ranking “fissi” e universalmente validi è terminata. Con l’evoluzione dell’intelligenza artificiale si stanno imponendo approcci strategici più flessibili che utilizzano "contenuti olistici” (in grado di fornire risposte a quante più domande possibili e di concentrarsi sull'aspetto più importante del topic).

Le principali domande da porsi per creare un testo olistico sono:

  • Quali altre parole chiave sono rilevanti per il mio tema di riferimento?
  • Dove finisce un argomento e dove incomincia l'argomento seguente?
  • Quali delle parole chiave individuate, risponde meglio alla search intention dell'utente?
  • Quali di questi termini può essere utilizzato in un testo e quali è meglio evitare? 

Statico (passato)

Ranking factors

Flessibile (oggi)

Ranking factors

Adattabile (in futuro?)

Ranking factors

Trend 2016 (by Searchmetrics)

L’analisi Searchmetrics delle pagine che occupano le prime 30 posizioni dei risultati di Google per 10.000 parole chiave fornisce interessanti spunti operativi.

Fattori tecnici di ranking

Tempo di caricamento pagina, dimensione dei file, link interni, architettura organizzazione contenuti, progettazione responsive…) continuano ad essere imprescindibili elementi del puzzle.

  • Circa la metà delle URL che appare nella top 10 utilizza il protocollo https e si registra una netta preponderanza dei domini .com nelle prime 20 posizioni (84%).
  • Le prime dieci posizioni hanno un tempo medio di caricamento pagina di 7-8 secondi.

User signals

Insieme alla qualità dei contenuti, le tracce lasciate dall’utente nell’interazione - Click-Through Rate (CTR), tempo speso nella pagina e frequenza di rimbalzo (percentuale di sessioni da una sola pagina senza interazione con il sito) – sono tra i più importanti fattori di ranking. Questi tre indici offrono una sintesi efficace del livello di gradimento.

  • Le pagine che occupano le prime 3 posizioni delle SERP’s hanno un CTR del 36%.
  • Il tempo medio speso nelle landing page dei primi 10 risultati è di 3 minuti e 10 secondi.
  • Le URL contenute nella prima pagina di Google hanno una frequenza di rimbalzo media del 46%.

Backlinks

I backlinks - a lungo considerati fondamentali per ogni strategia SEO - rappresentano attualmente “una delle varie leve a disposizione” come a sottolineare che una pagina web può tranquillamente guadagnare un ottimo posizionamento anche senza avere backlink di alta qualità.

Il declino dell’importanza di questo elemento dipende in parte dalla costante crescita delle ricerche effettuate tramite i dispositivi mobili (modalità di navigazione in cui si tende più a condividere e a commentare piuttosto  che a seguire i link).

Link interni

Anche il numero di link interni al sito è un fattore in declino. L’importante oggi è costruire una struttura di link interni chiara che definisca percorsi di navigazione logici e pertinenti (utili anche agli spider per individuare le URL più rilevanti del sito).

Link esterni

I link a siti esterni autorevoli sono invece ancora un fattore di ranking su cui puntare, soprattutto quando arricchiscono l’esperienza dell’utente.

URLs e parole chiave

Il contenuto delle URLs delle pagine al top dei risultati si fa più dettagliato e il numero dei caratteri che le compongono è cresciuto del 15% rispetto allo scorso anno (53 caratteri in media).

L’uso delle parole chiave nel corpo del testo tende a ridursi (-20% rispetto all’anno precedente) così come nel campo title (circa il 40% delle pagine che occupano le prime venti posizioni hanno la parola chiave nel title, meno del 40% in H1).

Questo dato offre un ulteriore conferma del fatto che Google ragiona in termini di rilevanza del contenuto e non in base all’inclusione di singole parole chiave.

Gli analisti hanno infine registrato un incremento nell’uso degli elementi strutturali come i punti elenco e gli elenchi numerati che migliorano la lettura.

Fonte: Searchmetrics

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