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Prospettive e rischi per l'export

Il ripensamento della globalizzazione e il ritorno delle politiche protezioniste si aggiungono alla crescente dicotomia tra mercati avanzati e emergenti. Le teorie economiche e i modelli interpretativi tradizionali appaiono in difficoltà.

Prospettive e rischi per l'export

I dieci settori più colpiti dal protezionismo rappresentano quasi il 41% del commercio mondiale, che ha subito inevitabilmente una contrazione: dal 2008 al 2016 è cresciuto a un tasso medio annuo del 2,9%, ben inferiore al 7,3% messo a segno nel periodo precedente (2000-2007).

Secondo dati SACE, il 2016 ha segnato un picco nelle misure protezionistiche adottate da diversi Paesi nel mondo: dallo scoppio della crisi finanziaria globale le barriere elevate sono salite a oltre 3.500. Si tratta di misure scelte in particolare dai Paesi del G20, a partire dagli Stati Uniti - terzo mercato di destinazione dell’export italiano.

Primi paesi per numero di misure protezionistiche adottate dal 2008

Protezionismo commerciale Paesi 2016

Previsioni export SACE

Secondo le previsioni SACE, tra i Paesi avanzati, gli Stati Uniti (+10,5% nel 2016) continueranno a fungere da traino. Tra gli emergenti, il continente che meglio potrà soddisfare le ambizioni degli esportatori italiani è ancora l’Asia, che crescerà del 4% grazie a India e ai Paesi Asean.

Nell’anno in corso le sanzioni contro la Russia continueranno a pesare sull’intera Comunità degli Stati Indipendenti (-7,5%), e in Sud America si sentiranno gli effetti della crisi in Brasile (-2,4%) e del ciclo delle commodity.

Il maggior incremento in valore del nostro export proverrà dai beni strumentali (+4,3% in media nel periodo 2016-2019), sostenuti dal ciclo espansivo degli investimenti nelle economie europee, America settentrionale e India. Su questo raggruppamento peserà tuttavia l’incertezza che sta caratterizzando mercati come Russia, Brasile, Nigeria e Angola. Nel 2019 l’export della  meccanica strumentale sfiorerà i 100 miliardi di euro (+16% rispetto al 2015).

L’alto di gamma, che continuerà a essere ricercato soprattutto in Asia, sosterrà le vendite dei nostri beni di consumo (+4% circa in media nell’orizzonte di previsione): tessile e abbigliamento, mobili di design e gioielli.

Le esportazioni di prodotti intermedi (+2,1%) manterranno invece una crescita modesta, con gomma, plastica e chimica che terranno il passo grazie alla ripresa dei settori a valle (automobilistico e packaging), mentre le industrie estrattiva, dei prodotti raffinati e in metallo risentiranno del calo della domanda e della concorrenza di diverse economie emergenti.

Tra i quattro raggruppamenti di beni analizzati, le migliori performance saranno ascrivibili ai prodotti agricoli e alimentari, già cresciuti del 7,5% nel 2015. Le previsioni indicano una crescita media del 5% annuo fino al 2019, con una progressiva accelerazione. Il contributo alla crescita verrà principalmente dai Paesi asiatici (Cina, India e Malesia), dal Nord America (Stati Uniti) e dell’Est Europa (Repubblica Ceca, Croazia e Romania).

Composizione dell’export italiano e previsioni per raggruppamenti di beni

Previsioni export made in Italy (2016 - 2019)

Export Opportunity Index

SACE ha anche aggiornato l'Export Opportunity Index, l'indice che misura le opportunità dell'export italiano, calcolato su una scala da 0 a 100, dove 100 rappresenta la massima opportunità.

Quest'anno gli Emirati Arabi Uniti, con un punteggio di 81,sono seguiti dagli Stati Uniti e da tre economie asiatiche come Cina, Corea del Sud e India e da un altro Paese mediorientale come l’Arabia Saudita, in testa alla classifica nel 2015, ma penalizzata dal calo del prezzo del petrolio.

Mappa dei Rischi 2017

Osservando l’andamento della rischiosità per aree geografiche, nel quadro presentato dalla Mappa di SACE  aumentano i rischi in Medio Oriente e Nord Africa, in America Latina e in Africa Subsahariana, ma migliora la rischiosità dei Paesi avanzati e restano stabili la Comunità degli Stati Indipendenti (dove spicca la stabilizzazione della Russia) e l’Asia.

Dopo un anno segnato da eventi straordinari, forte discontinuità e violenze in aumento a livello globale, anche il 2017 si apre all’insegna dell’incertezza e della volatilità, con diverse novità che disveleranno ulteriormente i propri effetti nell’anno appena iniziato:

  • l’elezione di Trump, le sue scelte di politica commerciale e le contromisure dei partner
  • l’avvio della Brexit e il permanere dell’incertezza in Europa
  • la radicalizzazione dello scontro politico in aree a rischio.

Fonte: www.sace.it

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