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10. Errori da evitare

Ecco un decalogo che sintetizza alcuni errori piuttosto banali, ma frequenti, che bisogna evitare.

  1. Pagine lente ad aprirsi: la presenza di contenuti particolarmente "pesanti" obbliga i navigatori ad attese inutili. Perderanno la pazienza e abbandoneranno il sito. Attenzione al peso delle immagine caricate nello slider (se previsto dal progetto grafico). Anche la welcome page con la selezione delle lingue è inutile e ridondante.
     
  2. Link rotti, contenuti non più reperibili sono sinonimo di imprecisione e poca affidabilità. La presenza di pagine "vecchie", nella grafica o nel contenuto indicano un'azienda non al passo con i tempi.
     
  3. Mancanza di informazioni utili al contatto (non basta inserire un indirizzo e-mail o un form per contattarti). I clienti cercano sempre di localizzarti geograficamente, prima di acquistare. Attenzione anche alle informazioni obbligatorie (P. IVA numero iscrizione registro imprese, capitale sociale...).
     
  4. A volte i motori di ricerca interna al sito offrono risultanti non rilevanti o ridondanti. E l'errata attribuzione dei TAG crea micro categorie non coerenti con le macro categorie (sezioni principali tramite le quali ho organizzato i contenuti).
     
  5. L'accesso a contenuti interni del sito tramite nuove finestre del browser, rende la navigazione confusa. Così come la mancata apertura di nuove finestre del browser in caso di link esterni.
     
  6. Scarsa cura nell'impaginazione del contenuto: è importante presentare le informazioni in maniera gradevole e funzionale, curando la disposizione di testo e immagini, i colori, la grafica. I box editoriali, le correlazioni, la formattazione del testo e i link esterni contestualizzano e/o approfondiscono l'argomento proposto.
     
  7. Utilizzare indirizzi parametrici (URL non parlanti), poco apprezzati dai motori di ricerca per valutare la rilevanza delle pagine web (l'URL rewriting consente di ottimizzare il posizionamento fisiologico). Anche il campo Title e la metadescription vanno sempre compilati per garantire un'adeguata visualizzazione dei contenuti nei risultati proposti da Google.
     
  8. Prima che per la tua intelligenza il lettore ti giudicherà per la tua ortografia. La correttezza non è formalismo, è qualità. (Se parli con qualcuno che ha mangiato spinaci, e uno gli è rimasto tra un dente e l’altro, guardi la sua bocca non per leggere le sue parole, ma per vedere se quello spinacio è sempre lì…).
     
  9. Attenzione a delegare solo a documenti in formato Pdf il compito di presentare i prodotti. Corro il rischio che distributori in buona fede riprendano tali documenti (non più aggiornati) e li pubblichino all'interno del loro sito. Meglio tenere sempre aggiornata una pagina web che descriva il prodotto e invitare la rete vendita a inserire nei propri siti il link a quella pagina e non il Pdf di quel prodotto.
     
  10. La progettazione responsive è ormai indispensabile. Google ha annunciato che, da aprile 2015, cambierà l'algoritmo che determina il ranking dei risultati quando le ricerche sono svolte da dispositivi mobili. Se di un sito è disponibile una versione mobile, Google proporrà a chi cerca da smartphone direttamente quella invece della versione "desktop"  e aggiungerà una etichetta per evidenziare i siti "mobile friendly". Se non hai un sito responsive corri il rischio di non apparire nelle ricerche effettuate con smartphone (che continuano a crescere in maniera esponenziale).

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